23 Luglio 2026
Con l’obiettivo di limitare il consumo di suolo, la Regione Piemonte ha approvato una nuova legge sulle aree idonee per raggiungere una capacità aggiuntiva di quasi 5 GW da fonti rinnovabili entro il 2030.
La norma è stata votata dal Consiglio regionale il 21 luglio 2026 su proposta dell’assessore all’Ambiente Matteo Marnati e si allinea alla recente sentenza della Corte costituzionale n. 127/2026, secondo cui la tutela del suolo agricolo prevale sulla produzione energetica. Coerentemente, punta su tetti, aree dismesse ed ex cave e limita l’uso di terreni agricoli all’agrivoltaico.
Sono state individuate con chiarezza le aree dove gli impianti potranno essere realizzati:
- tetti e coperture: via libera e semplificazioni per impianti su capannoni, edifici e parcheggi.
- aree degradate: recupero di cave non più utilizzate e zone già cementificate o dismesse.
- aree agricole e agrivoltaico: limitazioni per proteggere il suolo fertile, con il ricorso a impianti agrivoltaici che permettono di continuare a coltivare o pascolare sotto i pannelli.
- zone di pregio: tutela specifica per i territori paesaggistici rilevanti come le aree Unesco.
Secondo la Regione Piemonte, la legge punta a conciliare lo sviluppo delle energie rinnovabili con la tutela dell’agricoltura e della biodiversità, evitando un’espansione indiscriminata degli impianti a terra nelle zone più vocate alla produzione agricola.
«Le energie rinnovabili servono e sono una priorità per l’autonomia energetica del Paese e del nostro sistema produttivo, ma devono nascere nel rispetto dell’agricoltura di pregio, della biodiversità e del paesaggio», ha dichiarato l’assessore Marnati.
