Il nostro Paese è in ritardo nel recepimento dell’EPBD, la cosiddetta direttiva sulle case green, secondo la quale gli stati membri avrebbero dovuto completare entro il 2025 la redazione della bozza di un Piano nazionale di ristrutturazione edilizia per decarbonizzare il patrimonio entro il 2050. Con uno dei parchi immobiliari più vecchi e inquinanti di tutta l’UE, il percorso per l’Italia non sarà facile né economico.

La Commissione Europea ha avviato la procedura di infrazione verso ben 19 stati – Belgio, Repubblica Ceca, Germania, Estonia, Irlanda, Grecia, Francia, Italia, Cipro, Lettonia, Lussemburgo, Ungheria, Malta, Paesi Bassi, Austria, Polonia, Portogallo, Slovacchia e Svezia – “in quanto non hanno presentato la bozza del Piano nazionale di ristrutturazione edilizia (NBRP) entro la scadenza del 31 dicembre 2025″. Per Bruxelles, tali documenti “sono uno strumento essenziale e strategico per gli Stati membri per trasformare il loro parco immobiliare in un bene ad alte prestazioni, efficiente dal punto di vista energetico e decarbonizzato entro il 2050″.

A questo punto, la Commissione concede due mesi per la presentazione della bozza prima di procedere con l’azione disciplinare.

ristrutturazione di un edificio, cantiere con impalcaturaFoto di Jackson Allan su Unsplash